Negli anni ’50, nacque un nuovo interesse verso la musica partenopea che addirittura oltrepassò i confini nazionali, affermandosi nel mondo con brani che, ancora oggi, sono eseguiti da artisti di grande popolarità.
Il lancio di questo successo mondiale fu dovuto a una schiera di nuovi autori (e di autori adattati) e di nuovi artisti (e di artisti adattati) che si contrapposero agli autori e ai cantanti conservatori; al nuovo “filone confidenziale” della melodia napoletana che rilanciò la melodia partenopea in Europa e Oltre Oceano; a Renato Carosone, il cantante napoletano più famoso nel mondo dopo Enrico Caruso.
All’origine degli stratosferici successi di Anema e core, Luna caprese, Scalinatella, Nun è peccato, Malatia, Che m’è ‘mparato a fa, ‘Nu quarto ‘e luna, Maliziusella, ‘Na voce ‘na chitarra e ‘o poco ‘e luna, Chella llà, Serenatella sciuè sciuè, Scapricciatiello, Lazzarella, Guaglione, Sarrà chi sa, Vurria, Cerasella, ‘O ccafè, ecc., ci furono i festival. Da questi palcoscenici le canzoni volarono nel mondo. Nel libro "I Festival degli anni ’50 in Televisione" si seguono i percorsi delle più importanti canzoni napoletane, dal lancio festivaliero fino alla partecipazione in gare internazionali quali i Festival di Parigi, Londra, Zurigo, New York. Un volume che restituisce memoria là dove si era persa.
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